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 08/11/2011 - Mei•Tachibana:Dopo averci riflettuto mooolto,e dico davvero mooolto!Sono giunta alla conclusione che un cambiamento netto di grafica era proprio quello che ci voleva per il portfolio!Adoro cambiare grafica e preparare nuovi loghi ** sopratutto quando sento di dovermi impegnare più del dovuto infatti quella di adesso è in assoluto la grafica che,a mio parere,mi è uscita meglio *^* il tema è...boh,ho messo immagini random o.o penso ci sia il tizio di Air Gear,poi Zen (quello lo conosco più che bene ewe) poi Hibari e una tipa bionda che non so da dove sia uscita ma era carina perciò...perchè non inserirla?Sono depressa per via che domani dovrò alzarmi presto çAç ma allo stesso tempo sono felice che di pomeriggio andrò alla ricerca di alcune cosucce che mi serviranno per un Cosplay Day in cui porterò Gumi,versione Matryoshka *^* con una mia compagna di classe-amica e amante degli anime/manga,il che è alquanto difficile da trovare dalle mie parti,ad ogni modo occorre che io finisca ancora delle cosucce per la grafica perciò passo e chiudo,ci si sente per i nuovi aggiornamenti ù.ù CARTELLI STRADALI ANTI-SMARRIMENTO →WELCOME→ABILITAZIONI→BANNER→HELP→GDR→OUR-CONTEST→SPAM
STORIA GDR »Everything began when...Cammini,piccoli passi sovrastano le malconce mattonelle di quel marciapiede fin troppo familiare ai tuoi occhi.Quante volte le avevi contate?Eppure giorno dopo giorno dimenticavi quasi sempre il risultato di quel folle tentativo di estraniarti dal tuo mondo.E’ tutto di uno stesso colore,lo vedi,lo puoi constatare,un grigio pallido inonda le vie di quel mondo fin troppo costruito,sviluppato su concezioni macchiate dal conformismo che non fa altro che dilagare. Profumi,odori di ogni tipo si confondono mischiandosi alla nebbia di quella mattina,troppo calda per te sebbene il cielo non si degnasse di far scendere un misero fascio di luce sul tuo cammino.Non hai voglia di fermarti,i luoghi sembrano così dannatamente uguali da farti venire il vomito.I tuoi sogni e le tue speranze li rigetti lì,nell’angolo dei ricordi offuscati,quelli in cui tuo padre alzava la voce ad ogni tuo ritardo,quello in cui vedesti per la prima volta piangere tua madre e quelli in cui pianificasti la tua prima fuga da casa ma cha mai avesti il coraggio d’attuare.Il mondo è una grande menzogna con una facciata ben costruita al solo scopo di tener in pugno le deboli menti delle persone,gente che non cerca altro che un futuro stabile,che si sofferma sul guadagno,sullo scampare un malanno,gente che sa di essere truffata,tradita ed usata ma che non fa nulla per cambiare…così diviene tutto terribilmente prevedibile. Sollevi lo sguardo,mettendo in luce un graffio,ancora sanguinante di fianco al labbro,segno di una notte passata alla deriva,alla ricerca di un gioco,un divertimento,qualcosa che scacciasse la noia che non fa che soffocare le tue giornate. Ti verrebbe da ridere pensando che dopo tutti questi anni non hai fatto che lasciarti trasportare dalla corrente di chi padroneggiava le tue scelte,come un burattinaio con la sua marionetta preferita,una cavia,un modo per rivivere attraverso la tua esistenza ciò che altri avrebbero voluto fare di te,cambiando il tuo modo di pensare e mostrandoti come tutte le aspettative possano apparire effimere,svanendo come soffio d’aria calda,la stessa che ora ti sfiora con fermezza il viso facendoti pizzicare di dolore quel misero segno rossastro che cozza con il candido pallore del tuo viso.Stringi un lembo di carta,la stessa che due giorni prima avevi ritrovato nella cassetta della posta, quel giorno in cui trovasti tua madre con un altro uomo capendo solo allora le reazioni di tuo padre.Non dicesti nulla,ti rammaricasti soltanto di tutte le volte in cui l’avevi difesta,tutte le volte in cui le avevi risparmiato un ceffone prendendolo al posto suo.Un rumore lento e piacevole,la carta che si strappava fra le tue dita tremanti,rabbiose,fra la tua mente che imperterrita ti mostrava in continuazione quell’immagine,come una punizione,come se dovessi essere tu a scontare le pene commesse dal tuo stesso sangue.Non ti eri neppure accorto del vento che ti colpiva con piccole gocce d’acqua sul viso,imponendoti di chinare il capo,imponendoti di prostrarti alla realtà.467-468,ma quanto cavolo era lungo quel pezzo di cemento su cui posavi i tuoi passi?469…e un paio di scarpe,erano nere,lucide,forse italiane,scarpe che tu non ti saresti mai potuto permettere. Con calze a pois?Non ti rendi neppure conto di aver lasciato perdere le mattonelle spostando lo sguardo,ora,intento ad osservare il volto di quell’u-uomo?Già,avere le orecchie a punta e dei denti così pronunciati non erano certo caratteristiche tipiche alle persone normali.Un ombrellino rosa,della stessa fantasia delle calze spiccava per la prima volta fra i contorni ripetutamente uniformi del tuo orizzonte.Cerchi d’ignorare questo strano fanatico ma il suo indice,si,la punta del suo dito ora si rivolge a te e le gocce di pioggia sembrano arrestarsi di fronte a quel gesto.Rumori,non se ne udivano più,come quando ti trovi immerso a qualche metro di profondità nell’oceano,come se cercassi con tutte le tue forze di imprimere un silenzio totale da non far vibrare minimamente i tuoi timpani,eppure…quel ghigno,davvero poco rassicurante,riecheggiava imperterrito nella tua mente.I tuoi occhi oscuraro completamente il paesaggio circostante,o forse era merito di quel tizio?Bah…ad ogni modo quello sguardo stava iniziando a darti su i nervi,che voleva?Chi era?Non avevi ricevuto già abbastanza rotture fino a quel momento?
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